Cost & BIM Architect presso D&D Engineering
Marco ci racconti qualcosa di te?
Ho 30 anni e sono di Milano. Ho iniziato come geometra e poi ho proseguito con la triennale in Architettura al Politecnico di Milano. Dopo la laurea era arrivato il momento di entrare nel mondo del lavoro: per me è sempre stimolante scoprire contesti nuovi e vedere cosa c’è oltre la porta.
Com’era la tua esperienza lavorativa prima di D&D?
Ho lavorato in diversi studi di architettura a Milano, soprattutto piccoli studi familiari, con un clima molto caloroso e umano.
Poi ho deciso di cambiare contesto e sono approdato in D&D, perché volevo confrontarmi con fasi di progetto su grande scala, senza però rinunciare ad un ambiente accogliente e collaborativo.
Quando sei arrivato in D&D e cosa ti ha colpito subito?
Sono qui dal 2022. Mi è piaciuto subito tutto: stavano ancora montando le nuove scrivanie nella sede appena trasferita, e l’ambiente era pieno di energia, con persone accoglienti e disponibili. Ho subito apprezzato l’alto livello professionale dei colleghi, da cui imparare tanto, ma ho anche colto l’opportunità di dare il mio contributo. Trovo che questo continuo scambio sia davvero prezioso.
Che cosa hai trovato in D&D?
Per noi giovani, sentirsi seguiti è fondamentale. Qui chi ha esperienza condivide norme, processi e insegnamenti senza mai farlo pesare.
Se hai un problema, trovi sempre una mano pronta e un confronto costruttivo. La conoscenza tecnica è enorme, soprattutto su materiali e costruzioni, e l’ambiente umano e propositivo ti permette di crescere ogni giorno.
Quali sono le tue letture preferite?
Mi piacciono i testi tecnici, soprattutto quelli che scopro sui social, perché mi informano su materiali e lavori di altri studi.
In passato leggevo soprattutto storia e romanzi, ma oggi prediligo letture più legate al lavoro.
Come trascorri il tempo libero?
Amo passare il tempo con gli amici e stare all’aria aperta: montagna, lago e barca a vela sul Garda. Vorrei anche conseguire la patente nautica.
Ci racconti dei tuoi viaggi più recenti?
L’ultimo Capodanno l’ho trascorso a Marrakech. Ad agosto 2025 sono stato in Brasile per un viaggio-avventura: le favelas mi hanno insegnato molto. Sono microcosmi con regole proprie, dove ci si sente relativamente al sicuro sotto la protezione del capo locale. Esperienze come questa offrono spunti preziosi anche per il mio lavoro. Ho trovato ispirazione anche in città come Copenaghen, Ginevra e Francoforte, dove il senso dell’architettura è molto vicino alla mia visione.
Hai un interesse particolare per culture e architetture straniere?
Sono rimasto affascinato dalla cultura asiatica, in particolare Thailandia, Vietnam e Cambogia. Mi colpisce l’architettura legata alla loro cultura e spiritualità: semplice, rispettosa della storia e del contesto sociale, e spesso attenta agli animali. La gentilezza delle persone e il forte senso di comunità sono aspetti che trovo particolarmente stimolanti.
Qual è la tua filosofia personale sul lavoro e sulla vita?
Nella vita credo sia fondamentale impegnarsi, ridurre i pregiudizi e coltivare il proprio benessere.
La mia generazione non teme la pagina bianca: ogni progetto è un’occasione per creare qualcosa di nuovo.